Descrizione
L'edificio di maggior importanza dell'intero complesso conventuale di
San Francesco di Cassine, di proprietà comunale, è la chiesa edificata tra la
fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, esempio in Piemonte di un'architettura
lombarda con influenze cistercensi. Ad essa si affianca, in un contesto
monumentale, il museo.
Inoltre si conservano le tracce del chiostro antico, il
chiostro nuovo (oggi adibito a scuola), gli oratori S.S. Trinità, di San
Bernardino, di Sant'Antonio Abate. Il tutto prospetta sulla piazza Vittorio
Veneto assieme all'antico palazzo del Comune.
Nell'area retrostante la chiesa
il piazzale della Ciocca, già area accessoria di pertinenza del convento, in
cui nel secolo scorso emersero le fondazioni di una torre civica preesistente
al convento stesso. Tutto questo insieme costituisce un'area di straordinaria
importanza storico-monumentale.
Il complesso conventuale fu fatto edificare dai Francescani
Conventuali Minori, giunti a Cassine intorno al 1232 ed in un primo momento
insediati fuori dell'abitato, extra muros, come ogni nuova comunità mendicante.
Lo storico Vincenzo Persoglio rivela che San Francesco fu fatta edificare da
Roberto d'Angio, in memoria del fratello ormai deceduto, il vescovo francescano
San Ludovico da Tolosa poiché aveva abdicato in suo favore. La costruzione
della chiesa viene ritenuta essere stata eseguita tra il 1291 ed il 1297.
La facciata
La facciata della chiesa in muratura a vista, visibilmente asimmetrica
per rimarcare l'imperfezione dell'opera dell'uomo in quanto solo Dio è
perfetto, caratterizzata da poderosi contrafforti aggiunti alle due lesene
centrali che scandivano le navate; se ne vedono le tracce originarie inglobate
sul lato meridionale, mentre le lesene angolari sono incappucciate. Al centro
della facciata campeggia il portale strombato, formato da una serie di
colonnine in pietra, alternate a riseghe, con capitelli a foglie tipo crochet,
fusi in un sol blocco di arenaria, disposti orizzontalmente sui due lati a
sorreggere le colonnine che risalgono a sesto acuto sino alla chiave dell'arco.
Il portale è ricoperto da uno slanciato frontone triangolare (ghimberga) in
mattoni, sovrastato da un rosone in conci alternati di cotto ed arenaria.
L'interno
La chiesa è orientata, con l'abside a levante e facciata a ponente, e
ricalca lo schema costruttivo in uso alle chiese francescane tra il XIII ed il
XIV secolo: pianta basilicale a tre navate, di cui la maggiore costituita da
tre campate coperte da volte a crociera rialzata su archi ogivali, sorretta da
costoloni carenati, compresa l'abside a pianta quadrata; le rimanenti due sono
con volte a crociera nervata, su archi a tutto sesto.
Sulla parete sud
dell'abside centrale si conserva un apparato liturgico rientrante nella parete,
costituito da un vano ad arco ribassato in cui sedevano i diaconi e da una
bifora con lavello, per la cerimonia della purificazione.
I pilastri e le colonne sono caratterizzati cromaticamente da fasce
alternate in cotto ed arenaria, così come gli archi ad ogiva e, dove questi
sono ricoperti da intonaco, compare una decorazione a finti conci lapidei. I
capitelli sono variamente cubici, con la curvatura inferiore arrotondata e
segnata da un'incisione: altri sono con foglie a crochet, su corpo scampanato
verso l'alto e conservano, come quelli cubici, tracce di policromia.
La caratteristica delle chiese degli ordini mendicanti, ben
evidenziata in questo edificio, la differente composizione ritmica dei pilastri
e delle volte, in cui si distingue nettamente la zona più sacra, quella
absidale assieme alle due campate più occidentali, riservata al culto e alla
preghiera dei frati, dalla rimanente parte della chiesa, accessibile ai fedeli
e coperta in origine con sole capriate lignee a vista. Successivamente
quest'ultima fu ricoperta con volte a crociera nel XVII secol.
In San Francesco di Cassine ci troviamo di fronte ad un edificio che è
il risultato tra moduli costruttivi in linea con la 'regola' dell'Ordine
Francescano che utilizza elementi di derivazione cistercense, come le absidi
quadrate, i capitelli pensili e l'uso della tradizione locale.
Cicli d'affreschi trecenteschi, databili attorno al
terzo decennio, interessano sia la chiesa, sia la Sala Capitolare oggi facente
parte del museo. Nella chiesa compaiono altri affreschi di varie epoche, tra
cui per importanza si ricorda un ciclo frammentario del
1426-1430 delle storie di San Giovanni Battista nell'omonima cappella.